Shared Mobility

Servizi di trasporto basati sull'accesso condiviso a veicoli senza necessità di proprietà privata, includendo bike sharing, car sharing, e-scooter condivisi, ride hailing, ride pooling, e servizi on-demand (DRT).

Descrizione

La shared mobility rappresenta un insieme eterogeneo di servizi di trasporto che condividono il principio dell'accesso senza proprietà (EGUM, 2024). La definizione ampia adottata dall'EGUM include qualsiasi forma di trasporto disponibile al pubblico senza prerequisito di possesso di un mezzo: bus, treni, metro, tram, bike sharing, car sharing, moped sharing, scooter sharing, taxi, ride hailing, DRT, ride pooling.

La shared mobility è emersa come potenziale complemento al trasporto pubblico tradizionale, in grado di coprire il "first and last mile", servire aree sotto-servite, e ridurre la dipendenza dall'auto privata. Tuttavia, la proliferazione dei servizi ha anche creato nuove sfide di gestione dello spazio pubblico (parcheggio abusivo), sicurezza (e-scooter), frammentazione dell'offerta, e rischi di cherry picking (solo aree redditizie).

Il principio regolatore fondamentale per la governance è la complementarità: i servizi di shared mobility devono complementare il TPL, non sostituirlo. Il TPL rimane il "backbone" del sistema di mobilità urbana.

Componenti / Tipologie / Framework

Tipologie di servizi

  • Bike sharing: biciclette condivise, stazione-based o dockless
  • E-scooter sharing: monopattini elettrici condivisi, tipicamente dockless
  • Car sharing: auto condivise (station-based: ZipCar, flotta libera: Share Now)
  • Moped/scooter sharing: ciclomotori condivisi
  • Ride hailing: taxi-app (Uber, Lyft, Bolt)
  • Ride pooling/carpooling: condivisione di viaggi su veicolo privato
  • DRT (Demand Responsive Transport): servizi on-demand programmabili, cruciali per aree rurali/periurbane

Spettro di governance (casi e-scooter: EUMO 2025)

  • Ban (Parigi): rimozione completa dopo referendum
  • Permit system (Stoccolma): permessi biennali, fleet cap, zone parcheggio
  • Integration in MaaS (Berlino): data sharing, geofencing, Jelbi platform — cfr. infrastrutture digitali
  • Regional data-driven (Bruxelles): Good Move, unified data framework

Obiettivi di policy per la shared mobility

  • Riduzione emissioni GHG — cfr. transizione sostenibile
  • Decongestionamento stradale
  • Riduzione uso auto privata
  • Copertura aree sotto-servite
  • Equità di accesso alla mobilità

Attori e Stakeholder

  • Operatori privati di shared mobility (Lime, Bird, Dott, Share Now, ecc.)
  • Autorità locali (concessioni, regolazione dello spazio pubblico)
  • Transport Authorities (integrazione nel sistema TPL)
  • Utenti finali (diversi profili: pendolari, turisti, residenti)
  • Associazioni di disabili e utenti vulnerabili
  • Piattaforme MaaS (aggregatori)

Casi Studio e Esempi

  • Parigi: referendum 2023 → ban e-scooter condivisi; shift verso bike sharing
  • Stoccolma: permit system con fleet cap 12.000 e-scooter; parking zones
  • Berlino: integrazione Jelbi MaaS, parking stations rete
  • Bruxelles: Good Move + data framework regionale
  • Europe centrale (DRT): servizi on-demand per aree rurali e periferiche

Sfide e Dibattiti

  • Parcheggio abusivo: problema persistente per e-scooter e bike sharing dockless in tutte le città — cfr. curb management
  • Sicurezza: incidenti e conflitti con pedoni (Parigi come caso estremo)
  • Equità: i servizi tendono a concentrarsi nelle aree centrali e benestanti, escludendo le periferie
  • Cherry picking: operatori privati abbandonano le aree non redditizie
  • Sostituzione vs. complemento al TPL: rischio che la shared mobility canibalizzi il TPL invece di integrarlo
  • Assenza di framework nazionali: molte città operano senza supporto normativo nazionale adeguato

Relazioni

Fonti